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La meditazione strumento di evoluzione

Tutti vogliamo la felicità, eppure sembra che solo pochi di noi riescano a trovarla. In cerca di soddisfazione, passiamo da un rapporto all’altro, da un lavoro all’altro, studiamo, facciamo figli e corriamo in automobile, spendiamo il nostro denaro in sofisticate apparecchiature multimediali, arredamenti confortevoli e vacanze al sole. La motivazione di tutto quello che facciamo è il tentativo di trovare la vera felicità, e di evitare la sofferenza ed i problemi. Non c’è niente di male nel volere la felicità, non c’è niente di sbagliato in tutti questi tentativi di trovarla. Il problema sta nel pensare che le relazioni o il possesso di beni materiali abbiano in sé la capacità di soddisfarci, come se fossero la causa della felicità. 

Tutte le cose, per loro natura, cambiano continuamente ed infine scompaiono: il nostro corpo, i nostri amici, tutti i nostri beni, l’ambiente. La nostra dipendenza dalle cose impermanenti, ed il nostro attaccamento alla felicità, che è simile ad un arcobaleno, causano solo contrarietà e dolore, nessuna soddisfazione e appagamento. Noi sperimentiamo gioia grazie a cose esteriori, ma questo non ci soddisfa né ci libera veramente dai nostri problemi. È una felicità di scarso valore, inaffidabile e di breve durata.  

Questo non significa che per essere felici dovremmo abbandonare i nostri amici e quello che possediamo. Dovremmo semmai abbandonare le nostre idee errate e le nostre aspettative irrealistiche riguardo a quello che possono fare per noi. La nostra concezione errata, profondamente radicata e abitudinaria, influenza tutti i nostri rapporti con il mondo esterno. Quasi mai ci chiediamo se il modo in cui vediamo le cose sia il modo in cui esistono effettivamente, ma non appena ci poniamo questa domanda diventa evidente che la nostra visione della realtà è esagerata e soggettiva, che le qualità buone o cattive che vediamo nelle persone e nelle cose, sono in effetti creazioni e proiezioni della nostra mente

Sino a pochi anni fa la meditazione non era conosciuta in Occidente 

La situazione oggi è molto diversa: milioni di occidentali praticano regolarmente la meditazione, i medici la consigliano ai pazienti per aiutarli ad affrontare il dolore, i problemi di cuore, il cancro o la depressione, gli scienziati ne studiano gli effetti sul cervello e sul sistema immunitario. 

Secondo il buddhismo esiste una felicità duratura e stabile e tutti hanno la possibilità di sperimentarla. Le cause della felicità sono all’interno della nostra mente ed i metodi per raggiungerla possono essere praticati da tutti, ovunque, compatibilmente con qualsiasi stile di vita: vivendo in città, lavorando otto ore al giorno, allevando i figli e facendo sport durante i fine settimana.

Praticando questi metodi, centrati sulla meditazione, possiamo imparare ad essere felici in ogni momento, in ogni situazione, anche in quelle difficili e dolorose. Possiamo finalmente liberarci da sentimenti come l’insoddisfazione, la collera e l’ansia, per realizzare infine il modo in cui i fenomeni esistono, eliminando così completamente l’origine stessa di tutti gli stati mentali che generano inquietudine, in modo che non si producano più.

Che cos’è la mente? La mente, o coscienza, è il nucleo fondamentale delle teorie e delle pratiche orientali, che negli ultimi 2500 anni i meditatori hanno studiato e utilizzato come mezzo per trascendere un’esistenza insoddisfacente e per raggiungere la pace interiore.

Si dice che la felicità, sia ordinaria che sublime, si ottiene comprendendo e trasformando la nostra mente. La funzione della mente, in quanto energia non fisica, è di conoscere e fare esperienza: è la consapevolezza stessa. La mente, riflette ogni cosa che sperimenta proprio come un lago calmo riflette le montagne e le foreste che lo circondano. La mente cambia di continuo, da un momento all’altro, come un corso d’acqua che scorre incessantemente: il precedente momento mentale ha prodotto questo momento mentale che produrrà il prossimo momento mentale e così via.

Mente, o coscienza, è il nome generico dato alla totalità delle nostre esperienze consce ed inconsce, ciascuno di noi è il centro di un mondo di pensieri, percezioni, sentimenti, ricordi e sogni che, tutti insieme, costituiscono la mente.

La mente non è un’entità fisica che possiede dei pensieri e dei sentimenti: è quelle stesse esperienze di pensiero e sentimento. Essendo non materia, è diversa dal corpo, sebbene entrambi siano collegati tra loro ed interdipendenti. La mente è collegata al corpo da sottili energie fisiche che controllano anche la nostra motilità e le funzioni vitali. Questa connessione spiega perché, per esempio, le malattie ed il malessere fisico possano influenzare il nostro stato mentale e perché gli atteggiamenti mentali, a loro volta possano far sorgere o guarire dei problemi fisici. Può essere paragonata ad un oceano e gli avvenimenti mentali temporanei, come la felicità, l’irritazione, le fantasie e la noia, alle onde che si innalzano e ricadono sulla sua superficie. Proprio come le onde possono placarsi per rivelare l’immobilità delle profondità dell’oceano, allo stesso modo è possibile calmare la turbolenza della nostra mente per rivelare la sua naturale chiarezza originaria. La capacità di farlo risiede all’interno della mente stessa e la chiave per accedervi è la meditazione.

Domare la mente e portarla alla giusta comprensione della realtà non è un compito facile. Richiede un processo lento e graduale di ascolto e di lettura delle spiegazioni sulla natura delle cose, di riflessione e attenta analisi di queste informazioni, e infine di trasformazione della mente attraverso la pratica. 

La mente può essere divisa in coscienza sensoriale quindi vista, udito, odorato, gusto e tatto, e coscienza mentale quest’ultima include le nostre esperienze, dalle più grossolane come la collera e il desiderio per esempio, fino al più sottile livello di immobilità e chiarezza completa. Comprende anche i nostri processi intellettuali, i sentimenti e le emozioni, la nostra memoria ed i nostri sogni. La meditazione è un’attività della coscienza mentale in cui una parte della mente osserva, analizza e gestisce l’altra parte della mente. 

La meditazione può assumere diverse forme: la concentrazione su un oggetto interno, il tentativo di capire alcuni problemi personali, la generazione di amore gioioso per l’intera umanità, la preghiera verso un oggetto di devozione o la comunicazione con la nostra saggezza interiore. Il suo scopo ultimo è il risveglio di un livello molto sottile di coscienza per scoprire la realtà in modo intuitivo. Questa coscienza diretta e intuitiva della natura delle cose, insieme all’amore e alla compassione per tutti gli esseri, è conosciuta come illuminazione ed è il risultato finale. La forza trainante che sostiene tutta la pratica, è di aiutare anche gli altri a raggiungere questo stato. Questo esercizio permette alla nostra mente di sintonizzarsi con stati positivi come l’amore la compassione, la pazienza, la serenità e la saggezza, in modo che possano nel tempo diventare più naturali e spontanei.

La meditazione non è un’attività del corpo: non si tratta semplicemente di sedersi in una posizione particolare o di respirare in una maniera prestabilita, né lo scopo è di procurare sensazioni fisiche piacevoli. Si tratta di un’attività che ha come fine la trasformazione della mente stessa per renderla più positiva.

All’inizio, impariamo a sviluppare lo stato meditativo con una pratica formale in posizione seduta, ma una volta familiarizzato con questa pratica, possiamo utilizzare questa esperienza in modo più libero e creativo e generare questo stato mentale in qualunque momento ed in qualsiasi situazione: in un ambiente rumoroso, quando lavoriamo, camminiamo, prendiamo l’autobus o prepariamo la cena.

La meditazione non è evasione o fuga. Consiste anzi nell’essere completamente onesti con noi stessi, per prendere coscienza di quello che siamo e lavorare per diventare più positivi e utili, a noi stessi e agli altri. Gli aspetti negativi, il nostro disordine mentale, sentimenti come la gelosia, collera, desiderio, orgoglio, frustrazione sorgono dalla nostra incomprensione della realtà e dall’ aggrapparsi in modo abitudinario alla nostra visione delle cose. Attraverso la meditazione, possiamo riconoscere i nostri errori e adattare la nostra mente a pensare ed a reagire in modo più realistico e onesto. Via via che la nostra visione rigida della realtà diventa più fluida, sviluppiamo un’immagine più positiva e realistica di noi stessi, e siamo così più rilassati e meno ansiosi. Impariamo a nutrire meno aspettative irrealistiche sulle persone e sulle cose intorno a noi, e di conseguenza siamo meno esposti alle delusioni: i rapporti migliorano e la vita diventa più stabile e soddisfacente. 

A questo punto la meditazione è diventata uno stile di vita.

Estratto da “Come Meditare” di Kathleen Mc Donald – Chiara Luce Edizioni